PROGETTO 841

Progetto 841 genesi di un’ammiraglia

Nel corso del 1996 , Lancia ha iniziato a lavorare su un nuovo grande concept car .

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Direttore centro stile e responsabile del  del design , Mike Robinson è stato incaricato per l’ideazione di una nuova vettura che avrebbe dovuto rinverdire la tradizione d il marchio Lancia attraverso le sue peculiarità storiche,  ma anche una dimostrazione  della tecnologia in-car in fase di sviluppo da parte del gruppo Fiat in quel momento . La concept era destinata a lanciare una nuova generazione  di berline di lusso da estendere dal marchio Lancia a tutto il gruppo Fiat .

mike robinson

Robinson  parte con qualcosa di futuristico e piuttosto Citroen style prima di cambiare e virare in modo significativo a qualcosa di molto più retrò .

In questo ottica non era solo; la maggior parte dei designer di quel periodo erano orientati nella frenetica ricerca di senso estetico di recupero delle forme di inizio secolo .

Pertanto ne l 1998 la Dialogos si avvicinò fortemente allo stile dei favolosi modelli Lancia come l’Aurelia – in particolare un derivato, la  Pininfarina Gran Turismo . Questo si declina nella griglia dello scudo profonda ed importante,  accompagnata da una coppia di gruppi ottici singoli , da parafanghi anteriori che si distaccano scolpiti e da una coda leggermente inclinata. Delicati gruppi ottici posteriori  blade. La mancanza di un montante centrale per invertire l’apertura porte posteriori fanno eco all’Aurelia e alla 1955  Florida di Pininfarina , permettendo, a porte aperte, di godere a pieno degli interni della concept .

In un comunicato stampa Lancia dell’epoca si legge: “Le impressionanti dimensioni della vettura sono alleggerite da profili ordinati e da curve seducenti … lo sguardo è libero di vagare oltre i confini normali , dentro e fuori la macchina “.  Per il suo tempo , la Dialogos risultava una vettura voluttuosa , ben proporzionata nelle forme, anche se , vista attraverso la lente del 2016 , può apparire ingiustificatamente retrò . Possedeva, inoltre,  echi di altrettanti eleganti concept car dell’epoca; esempio la Vignale Lagonda dell’Aston Martin  anno 1993.

Ripercorriamo la genesi della nuova vettura di alta di gamma di casa Lancia avvalendosi delle parole dei protagonisti che hanno seguito il progetto 841.  ( liberamente estratto da   Auto & Design n. 135/2002 )

“Thesis rappresenta l’inizio di un nuovo corso, di cui fanno parte anche Phedra e la nuova Y ”, spiega Flavio Manzoni, allora direttore del Centro Stile Lancia e chief designer interni all’epoca del progetto Thesis.

La definizione dello stile della nuova vettura è legata a filo doppio con uno studio presentato dalla Lancia al salone di Torino nel 1998, la concept Dialogos. Indipendenti in una prima fase, i progetti si sono in un secondo tempo accostati, fino al congelamento dello stile dell’841, in parte influenzato dalle forme della Dialogos.

“Eravamo partiti nel 1997 con un brief che prevedeva la realizzazione di una berlina lunga 4,7 m, 20 cm in meno di quanto è poi risultata la Thesis, da sviluppare su un passo di 2800 mm. Il pianale per la 841 era del tutto nuovo, di tipo dual frame”, spiega Massimo Zappino, chief designer vettura.

“La 841 all’inizio era stata pensata come una berlina a tre volumi di impostazione molto classica”, continua Marco Tencone, chief designer esterni. “Dopo la presentazione di Dialogos, ci è stato chiesto di portare il più possibile di quella concept car sulla 841, che peraltro era già definita come architettura”.

Mike Robinson,  a capo del Centro Stile Fiat, ricorda quasi con nostalgia il progetto 841, svolto sotto la sua direzione. “E’ un’opportunità rara condurre un programma ambizioso come questo”, dice oggi. “Lo definirei un design etnico, nel senso che vuole ristabilire le radici culturali del marchio anziché ispirarsi ai canoni della concorrenza”.

C”erano, quindi,  cinque proposte iniziali basate su  in modelli scala 1:4 Oxigene, Agora’, Tikal, Volumine e Arca.

Ad una prima selezione passano ad un cernita  successiva tre:  Agora’,Tikal e Arca che vennero realizzate  in scala 1:1.  L’Agorà, vittoriosa, venne modificata nell’estetica, poiché inizialmente era una grande due volumi ispirata alle prime berline prodotte dalla casa negli anni trenta e successivamente ribattezzata Lancia Dialogos, scelta determinata  dalle specifiche dirette del marketing Fiat Auto. Quindi un  prototipo semi definitivo di berlina tre volumi con portiere apribili controvento e contenuti tecnologici avanzati.

La Dialogos piacque parecchio ai vertici del Gruppo Fiat e ne venne derivata nel 2000 anche una versione per Giovanni Paolo II, cui venne dato il nome di Giubileo.